Istruzione nel mondo: la Svizzera

In Svizzera l’istruzione è compito dello Stato: i 26 Cantoni e i Comuni finanziano il 90% della spesa pubblica per l’istruzione. Scuola obbligatoria. Il 95% degli allievi frequenta la scuola obbligatoria nelle scuole pubbliche del Comune di domicilio, solo il 5% si rivolge ad istituzioni private.

La scuola obbligatoria è di competenza dei Cantoni, i Comuni ne gestiscono il funzionamento; la frequenza della scuola obbligatoria è gratuita. La scuola dell’obbligo dura undici anni. Il livello primario, compresi due anni di scuola dell’infanzia oppure i primi due anni di un ciclo di entrata, dura otto anni. Il livello secondario I dura tre anni. Nel Cantone Ticino il livello secondario I (scuola media) dura quattro anni. In genere all’inizio dell’obbligo scolastico i bambini hanno quattro anni. In singoli Cantoni della Svizzera tedesca la frequenza della scuola dell’infanzia non è obbligatoria oppure lo è solo per un anno; tuttavia anche in questi casi di regola la maggior parte dei bambini frequenta la scuola dell’infanzia per due anni.

Tradizionalmente in Svizzera si dà molta importanza all’apprendimento delle lingue, durante la scuola obbligatoria gli allievi apprendono una seconda lingua nazionale e l’inglese (apprendimento di tre lingue dalla scuola primaria).

Circa due terzi dei giovani, una volta terminata la scuola obbligatoria, svolge una formazione che congiunge scuola e pratica (tirocinio duale); essa conduce ad un attestato di capacità professionale e può essere conclusa anche con una maturità professionale. Circa un terzo dei giovani svolge una formazione puramente scolastica (scuola specializzata o liceo, scuola di maturità) in preparazione di uno studio presso una scuola universitaria. Almeno il 90 % dei giovani consegue un diploma al livello secondario II, che consente l’avvio di un’attività professionale, l’accesso ad una scuola specializzata superiore oppure (con una maturità liceale, una maturità specializzata o una maturità professionale) la prosecuzione della formazione presso una scuola universitaria. Complessivamente la quota di maturità (il numero di studenti che frequenta un liceo e porta a termine gli studi conseguendo l’esame di maturità) è del 36%.

Del livello terziario fanno parte le scuole universitarie (università, le scuole universitarie professionali e le alte scuole pedagogiche) e, come importante alternativa, la formazione professionale superiore. La formazione professionale superiore è rivolta a professionisti dotati di esperienza e consente loro di specializzarsi o di qualificarsi ulteriormente. Essa può essere svolta frequentando una scuola specializzata superiore oppure sostenendo uno degli esami regolamentati a livello federale (esame di professione ed esame professionale superiore). La quota di diplomati a livello terziario corrisponde al 45 %, di cui il 30 % è costituito da diplomati universitari e il 15 % da diplomati della formazione professionale superiore.

Sistema svizzero e sistema italiano: un confronto

Le differenze principali tra il sistema scolastico italiano e svizzero riguardano lo studio delle lingue, il peso dello sport nell’educazione scolastica, il grado di selezione scolastica a livello di scuola secondaria II, la considerazione dei licei nei confronti di istituti tecnici e professionali.

I bambini svizzeri studiano dalle elementari tre lingue; questo è certamente legato alla conformazione della Confederazione Elvetica: avendo quattro lingue nazionali ufficiali (tedesco, francese, italiano e romancio) è essenziale che a livello scolastico vengano insegnate almeno due lingue nazionali su quattro. Come ben sappiamo in Italia durante la scuola primaria si studia solo l’inglese, oltre alla lingua madre. Alle medie si aggiunge una seconda lingua comunitaria (generalmente tedesco, francese o spagnolo) e a livello liceale/scuola professionale o tecnica, si torna quasi sempre a studiare solo l’inglese. Alcuni di noi (classe 1994 e precedenti), hanno potuto aggiungere una seconda lingua nel piano di studi, le cosiddette sperimentazioni mini-linguistiche, ma con la riforma Gelmini questa possibilità è venuta meno. In un mondo in cui viene richiesto spesso la conoscenza di una terza lingua è evidente che il sistema italiano è in controtendenza, o quanto meno, poco chiaro visto l’input, dato allo studio di una terza lingua durante la scuola secondaria I, stoppato con il proseguo degli studi.

Dalle elementari in Svizzera lo sport è molto praticato. Si insegna ginnastica artistica, che in Canton Ticino chiamano attrezzistica (termine quasi in disuso in Italia), hockey, nuoto, atletica leggera durante l’orario scolastico. Non credo sia necessario riportare alla mente le due ore di ginnastica di tutto il percorso scolastico italiano pre-universitario: palla prigioniera, pallavolo, a volte quadro svedese, volano, saltuariamente basket.

Ciò che maggiormente differenzia i due sistemi educativi è però la considerazione generale rispetto le abilità manuali nei confronti di un percorso di studi prettamente teorico. Nel nostro Paese è evidente una maggiore considerazione degli studi liceali; non sarà un caso se oltre il 50% degli studenti si iscrive ad un liceo. È possibile che questa preferenza derivi dalla storia nazionale: si potrebbe quasi parlare di una struttura gentiliana del livello secondario II con la differenza di una prevalenza dei licei scientifici sui classici. Il lavoro manuale se non è denigrato è comunque considerato di serie B; non sono valorizzate le abilità pratiche. Nella Confederazione Elvetica la dinamica è quasi invertita. C’è una notevole attenzione nei confronti degli istituti professionalizzanti tanto che due terzi degli studenti, una volta finita la scuola dell’obbligo, si iscrive al sistema di formazione duale (formazione pratica e insegnamento scolastico). È però fondamentale mettere in luce il sistema di selezione degli studenti a livello secondario II in Svizzera. Si può accedere al percorso liceale solo se durante la scuola secondaria I, si ha conseguito una certa valutazione in determinate materie quali matematica e le lingue (generalmente il tedesco). Non sono infrequenti i casi di studenti ticinesi che proseguono gli studi secondari di secondo grado in Italia perché è stato impedito loro di proseguire con un certo percorso scolastico in Canton Ticino. La Svizzera ha però da molto tempo un sistema educativo serale per gli adulti (scuole di maturità per adulti), al fine di recuperare chi volesse/avesse voluto intraprendere il percorso liceale senza riuscirci.

Veronica Tettamanti

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