Istruzione nel m0ndo: il Canada

Il Canada è il secondo stato più grande al mondo, con una popolazione di 35749600 persone e una densità di soli 3,4 abitanti per km quadrato. A causa del clima inospitale i 2/3 della popolazione vive nei 100 km a nord degli Stati Uniti, e l’80% abita nelle città. La società canadese è bilingue (inglese e francese) e profondamente multietnica, basti pensare che nel 2006 vi erano già più di 200 etnie registrate. E’ una monarchia costituzionale con ordinamento federale, organizzato in 10 province e 3 territori.

Il sistema scolastico canadese è fortemente influenzato dall’assetto istituzionale del paese, caratterizzato da decentralizzazione e forte immigrazione. Nonostante le condizioni strutturali non siano particolarmente favorevoli, i risultati raggiunti sono notevoli, grazie ad ingenti investimenti e al riconoscimento dell’importanza dell’equità e dello sviluppo sostenibile. Un dato risulta essere emblematico a riguardo: nel 2014 il Canada ha registrato un Indice di Sviluppo Umano di 0.902 su 1, classificandosi così ottavo paese al mondo.

Sia l’istruzione primaria che secondaria sono gratuite ed obbligatorie, mentre quella terziaria (universitaria) è a pagamento. La gestione del sistema scolastico è a livello provinciale, nel 1967 è stato fondato un organo federale che unisce i ministeri delle province (Council of Ministers of Education Canada). Il governo federale si occupa di garantire l’uguaglianza all’interno del sistema: eroga un programma di prestiti, per gli studenti, organizza corsi per rafforzare il bilinguismo e per la formazione professionale per gli adulti, infine è responsabile dell’educazione dei carcerati, degli indiani e dei militari.

L’obiettivo del sistema scolastico canadese è duplice: raggiungere risultati eccellenti e promuovere l’uguaglianza sostanziale. Il “Victorian declaration” nel 1999 ha ribadito la centralità dello sviluppo personale dei cittadini canadesi, che contribuiranno così a quello socio-economico del loro stato. Per raggiungere obiettivi così ambiziosi gli investimenti sono stati imponenti: nel 2010/11 per ogni studente della scuola primaria e secondaria sono stati spesi 10000 dollari canadesi e per l’istruzione terziaria ben 27500. Sempre nel 2011 è stato investito ben il 6,4% del PIL, mentre nel 2014 il 5,5%.

I risultati sono stati notevoli: nei PISA test il Canada ha sempre mostrato buone performance, fin dal 2000 quando i test si sono organizzati per la prima volta. Nel 2012 si è posizionato 6° nel reading, 10° in matematica e 8° in scienze. Se si considerano i risultati degli USA (che hanno raggiunto rispettivamente il 17°, 27° e 20° posto), si può facilmente notare come i due sistemi scolastici siano profondamente diversi, nonostante entrambi siano decentrati e caratterizzati da una forte immigrazione.

Il numero di ore trascorse a scuola e il livello di istruzione canadese è superiore a quello della media dei paesi OECD. Nel 2012 il 57% di adulti tra i 25 e 64 anni aveva un’educazione terziaria, mentre ben l’89% aveva finito la scuola secondaria.

Un aspetto peculiare del modello canadese è la mancanza di disparità di performance tra gli studenti che hanno alle spalle diverse condizioni socio-economiche e razziali, fenomeno negativo che invece caratterizza tutti gli altri spesi OECD. L’11% dei ragazzi che hanno sostenuto i PISA test erano immigrati e la percentuale complessiva di studenti stranieri in Canada è il 30%. L’integrazione degli immigrati è un obiettivo fondamentale di questo sistema, come conseguenza le prestazioni degli studenti figli di immigrati di prima o seconda generazione non è diversa da quella dei nativi canadesi. E’ da sottolineare che gli immigrati possono essere ammessi in Canada perché professionisti qualificati o rifugiati politici, oppure per ricongiungimento famigliare, e in ogni caso viene valutato il livello di istruzione dei nuovi arrivati.

Nonostante i risultati già raggiunti, nel 2008 il CMEC ha lanciato il programma “Learn Canada 2020”, un elenco di obiettivi per il futuro, una sfida per migliorare ulteriormente il sistema scolastico. Riconoscendo la connessione tra una popolazione ben educata, una vibrante economia basata sulla conoscenza e una società socialmente progredita e sostenibile, si focalizzano otto aree di intervento, tra cui le lettere, le lingue officiali, la conoscenza post-secondaria. Per raggiungere l’eccellenza grande peso viene dato all’equità, ed in particolare alla minimizzazione delle differenze dovute a sesso, immigrazione e regione di provenienza.

Sofia Bernardini

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