Perché in Norvegia i prezzi sono più alti?

di Davide Ferri

Il viaggio del nostro caro Clemente in Norvegia è iniziato e pur a distanza noi di NewLibSociety cercheremo di accompagnarlo alla scoperta di uno dei paesi emergenti nel panorama europeo. Ai numerosi reports, infatti, cercheremo di accostare articoli di approfondimento con i quali si prenderanno in considerazione alcuni degli spunti più interessanti che Clemente saprà cogliere dalla sua esperienza nel paese scandinavo.

Questo articolo trae origine dall’interessante osservazione che Clemente compie nel primo articolo quando afferma che“..i prezzi dell’IKEA in Norvegia sono gli stessi che in Italia hanno i negozi artigianali, e perciò mi trovo a comprare le linee più economiche..”. Questa esperienza diretta lascerebbe pensare che il costo della vita sia più alto in Norvegia, o che quantomeno vi sia una discrepanza di settore con il nostro paese; in questo articolo andrò ad approfondire la fondatezza di questa presunzione e, nel caso, ne approfondirò le ragioni. Non si aspetti, il lettore, una trattazione esauriente, bensi’ una indicazione che getti lo spunto per ulteriore approfondimento, dal momento che per la prima non ho né disponibilità né soprattutto le competenze.

Si tratta per stabilire la fondatezza della presunzione che Clemente ha avanzato di trovare uno strumento di misurazione che esprima il diverso costo della vita che un italiano o un qualunque cittadino straniero si trova a dover far fronte in Norvegia. L’indice che fa al caso nostro è senz’altro il tasso di cambio reale effettivo (Real Effective Exchange Rate-REER), che esprime il valore ponderato della valuta di un paese relativo a quello di un insieme delle valute maggiori, aggiustato per gli effetti dell’inflazione. Ciò ci permette di esprimere il prezzo dei beni in termini della valuta nazionale che un individuo si troverà a fronteggiare in un altro paese.

Ebbene, quali risultati emergono attraverso l’utilizzo di questo indice? Come il seguente grafico mostra, in effetti il tasso di cambio reale effettivo si sarebbe apprezzato negli ultimi dieci anni di circa il 7% rispetto al suo stato nel 2000; ciò, dunque, deporrebbe a favore della ipotesi di Clemente circa il costo della vita in Norvegia, anche se l’aumento non sarebbe certamente dell’entità notevole che ci aspettavamo, date le premesse. Screenshot (2)Tuttavia, in “How Expensive is Norway? New International Relative Price Measures”, working paper dell’IMF (International Monetary Fund), elaborato da Volodymyr Tudin e Kornélia krajnyàk, gli autori sostengono che il tasso di cambio reale effettivo potrebbe aver notevolmente sottostimato l’aumento relativo del livello dei prezzi norvegese per trascuranza di fattori rilevanti.

In particolare, il REER non fornisce alcuna informazione sul livello relativo dei prezzi tra paesi; sarebbe, invece, opportuna la costruzione di un indice che si servisse proprio di questi invece che di numeri indice come strumenti di misurazione. In secondo luogo, lo strumento classico si limita a confrontare indici di prezzo per panieri di beni che hanno composizione diversa. Questa seconda caratteristica può portare ad errori di misurazione per paesi come la Norvegia, i cui cittadini presentano domanda individuale di beni dal costo crescente particolarmente ridotta, ed il cui peso, dunque, viene sottostimato. Di seguito considereremo meglio questa questione.

Gli autori del paper costruiscono, dunque, strumenti di misurazione che suppliscano a queste mancanze e che possano di conseguenza meglio valutare l’andamento del livello dei prezzi norvegese rispetto a quello degli altri partner commerciali.

Come risulta dal seguente grafico, l’aumento relativo dei prezzi sarebbe stato tra il 2000 e il 2008, in realtà, tra il 7% e 15% superiore rispetto a quello misurato dal tasso di cambio reale effettivo. La differenza sta nella capacità del nuovo indice di cogliere come il livello relativo dei prezzi norvegesi cresca al variare della composizione dei partner commerciali, dai paesi più abbienti a quelli in via di sviluppo. Inoltre, come prima anticipavamo, il nuovo strumento permette di apprezzare delle particolarità delle domande dei paesi considerati: in Norvegia la maggior parte dei servizi è offerta dal settore pubblico ai cittadini e ciò comporta una domanda individuale di questi molto ridotta sul mercato. Dunque, il recente e repentino aumento del costo dei servizi, di cui invece uno straniero deve tener conto, veniva fortemente sottostimato in quanto riferibile ad una porzione di domanda individuale relativamente bassa rispetto a quella degli altri paesi. L’importanza, però, di questa peculiarità emerge chiaramente da quest’ultima più precisa misurazione.

Screenshot (3) Screenshot (4)

Si può, dunque, concludere che il costo della vita in Norvegia relativamente a quello dei suoi partner commerciali è aumentato, anche se l’entità di questo aumento è maggiore a seconda dello strumento che si utilizza per la misurazione.

Quali sono, però, le ragioni dell’elevato livello dei prezzi che negli ultimi anni è andato consolidandosi in Norvegia?

Nel rispondere a tale interrogativo tornano utili gli studi di Akram e di biornland che già nei primi anni del 2000 arrivano ad individuare alcune caratteristiche del sistema economico norvegese capaci di determinare un aumento del livello relativo dei prezzi, che ora esponiamo.

Innanzitutto, la crescita del prezzo del petrolio, fonte energetica di grande importanza per l’economia norvegese, potrebbe avere incrementato il potere di contrattazione del paese e determinato un apprezzamento della valuta. L’esportazione di petrolio avrebbe poi comportato un miglioramento a livello di NFA (Net Foreign Asset position) e, quindi, la possibilità per la Norvegia di permettersi una valuta forte.

Un altro fattore determinante consisterebbe nel differenziale tra tasso di interesse norvegese e quelli dei dei principali paesi industrializzati sul mercato monetario. Infine, i differenziali di produttività e i costi relativi dei beni pubblici avrebbero ulteriormente consolidato la tendenza; data la vastità della trattazione di questi ultimi due fattori, consiglio di approfondire la questione sugli ultimi due paper sopra citati.

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